sabato 22 novembre 2014

NAZIONE SARDA : UNA SCELTA AL PASSO COI TEMPI.

La cosa più avanguardistica, innovativa (in tutti i sensi, incluso quello economico) che possiamo fare noi Sardi in questo momento storico, è innescare un processo di maturazione/coscientizzazione propedeutico all'autodeterminazione. Far diventare la Sardegna una Nazione. Impossibile? No! Quel che han fatto etnie più piccole e deboli di noi non può essere per noi impossibile. Il resto sono scuse!

È chiaro che non si tratterà di una passeggiata: ma le cose belle e importanti sono, per natura, impegnative. Ammenoché non scegliamo di vivere nella mediocrità (che non è mai mediocrità, ma corsia preferenziale dell'infelicità). Per carità: è una scelta anche questa; la più comoda. Ma poi, se le cose andranno immancabilmente male: non lamentiamoci!


Inoltre, per farla ancor meno difficile del dovuto: questa scelta sarebbe nient'altro che l'attestazione politica di una fisionomia già insita nel nostro bagaglio storico/antropologico. 

Perché di fatto, la Sardegna: è una Nazione. Credo che tale percorso di maturazione sia, tra l'altro, l'unico modo per risolvere – noi stessi! - i problemi di... noi stessi. Ostinarsi a pensare che qualcuno, dall'alto di qualche colle romano o da chissà dove, possa risolvere i nostri problemi, è una pia illusione che ci sta lasciando letteralmente in mutande; senza carro e senza buoi. 

Molti cittadini (sardi) sono già protesi verso la meta dell'autodeterminazione; altri lo sono in potenza; forse aspettano la conformazione di un consistente Movimento o Partito (non ancora apparso, o apparso fugacemente, nel panorama isolano) capace di fare da collante: convogliando, valorizzando e sintetizzando le energie dei singoli. Un Movimento o Partito, capace di proporre nuove modalità di fare politica, alternative a quelle stantie e autoritaristiche (puerili) esistenti nell'attuale panorama italiano e sardo (visto che anche i gruppi indipendentisti, tendenzialmente, stanno usando - forse senza accorgersene - quelle medesime italiche modalità da essi stessi criticate)

Perché diventare nazione? Perché i sardi non saremo mai italiani, così come l'aceto non sarà mai olio, e la benzina non sarà mai acqua. Il desiderio (o la tendenza indotta) di confluire in un'identità italiana, farà (sta facendo) del popolo sardo un vero e proprio ibrido. E gli ibridi, lo sappiamo, sono infecondi, non generativi, vocati all'estinzione. La storia insegna. È un'affermazione che faccio senza polemica, con pieno rispetto per la nazione italiana, di cui semplicemente non siamo parte; e con la quale, paradossalmente, riusciremo ad avere un'interlocuzione arricchente solo quando potremo apprezzarla come realtà culturale/politica/economica "altra da noi", e non come sovrapposizione, entità egemone e frustrante, come accade nell'adesso storico. 

Sono convinto che nel futuro molto prossimo tante altre etnie (piccole ma ricche di cultura e di economia, come quella sarda) sostanzieranno l'avanguardistica scelta dell'autodeterminazione. Non aspettiamo sempre che siano gli altri a lanciar le mode! Iniziamocela da noi stessi! La Sardegna – contrariamente al falso pensare (ancora troppo) comune - enumera nei suoi trascorsi  molti gesti innovativi, all'avanguardia (giusto per fare un esempio: già prima che l'Impero Romano esistesse)

Facciamo onore alla nostra tradizione storica!

                                                                                                Ignazio Cuncu Piano

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