(prima parte).
A pochi metri del
colonnato del Bernini(in Roma),si erge la bella chiesa di S. Spirito
in Sassia. Costruita nel XII secolo sui ruderi di un ostello per
pellegrini sassoni(da cui “in Sassia”),nel 1993 venne eretta -
per volontà di Giovanni Paolo II - santuario (e centro di
spiritualità) della Divina Misericordia. Il Santo Padre sanciva così
una “richiesta molto speciale”
circa un culto già esteso in tutto il mondo. La “speciale
richiesta” (di riaffermare nella Chiesa la devozione al
Cuore Misericordioso di Gesù) venne
infatti espressa
dallo stesso... Gesù, attraverso numerose apparizioni
ad un'umile religiosa polacca:Faustina Kowalska(proclamata
santa nel 2000). Chissà, “la
Provvidenza non si smentisce mai!”, avrà pensato con gioia
il Papa, visto che fu lui stesso che nel 1963, allora arcivescovo di
Cracovia,sollecitò presso la S. Sede la causa di suor Faustina,
mentre la Congregazione per la Dottrina della Fede riusciva ad
ottenere chiarezza sugli scritti della religiosa e sul culto,
adulterati dottrinalmente da mani imprudenti. Addentriamoci nella
storia di questa piccola grande donna del XX secolo. Elena(nome di
battesimo) nasce il 25 Agosto 1905, terza di 10 figli,nel villaggio
di Glogowiec. I genitori, Maria Anna e Stanislao, lavorano i campi,
ricchi solo di tanta fede. La bambina cresce allegra; ama giocare con
i coetanei ed è molto sensibile ai poveri. A 9 anni riceve con gioia
la Prima Comunione. Deve però lasciare la scuola per... portare le
mucche al pascolo! La sua fede è viva e cosciente,segnata
prematuramente da esperienze mistiche; c'è da stupirsi di tanto? Sì
e no. Chi ha conoscenze di psicologia religiosa infantile, sa che i
bambini e... Dio, hanno un modo tutto loro per capirsi, dei codici
speciali. All'età di 8/9 anni, poi,“l'intelligenza spirituale”
diventa acutissima: spesso fini quesiti teologico/morali mettono in
difficoltà più di un genitore o maestra/o. Ricordo un libriccino
letto anni fa su “bambini morti in concetto di santità”.
Ignorare tutto ciò è una grande lacuna per un adulto, specie se
educatore. Torniamo ad Elena. All'età di 14 anni, mentre inizia a
lavorare come domestica,si fa più chiara la vocazione alla vita
consacrata. Dopo tante avversità, desiste da quell'idea
immergendosi in una vita discretamente mondana. Come scriverà poi
nel suo diario, sarà Gesù stesso, quale innamorato geloso,che le
parlerà al cuore(cfr. Os 2,16)riaccendendo in lei una fiamma in
realtà mai spenta. Busserà alle porte di vari istituti religiosi...
ma nessuno se la sente di accettare una ragazza così povera e
illetterata. Nell'agosto del 1925,viene accolta nella congregazione
delle suore di Nostra Signora della Misericordia: il cuore di Elena è
al settimo cielo! Questa congregazione, fondata in Francia nella
seconda metà del XIX secolo, si dedica all'educazione/prevenzione
nonché al recupero di ragazze e donne socialmente a rischio. La
Nostra inizia il noviziato col nome di suor Faustina e dopo 5 anni
emette i voti perpetui. La sua vita è all'insegna della perfetta
letizia, anche nei numerosi momenti “delle spine”. E' una
religiosa cordiale, serena, particolarmente amata dalle educande.
Appartiene al gruppo delle suore coadiutrici,addette ai lavori più
pesanti della casa. Svolge i servizi di portinaia, giardiniera e
cuoca in modo eloquente(le sue aiuole e fiori! I suoi dolci! La sua
amorevolezza con chi bussa alla porta, soprattutto se si tratta di
poveri!). Tutto, per lei, è una “scusa” per servire, amare Dio e
il prossimo. Muore in fama di santità, a 33 anni appena, dopo una
lunga e sofferta malattia(la tubercolosi). Ma quale l'evento che
renderà Faustina protagonista e tramite di quel Buon Messaggio(il
Vangelo) così antico e risaputo, ma sempre tanto nuovo e da
scoprire... riproposto come unico luogo di salvezza “anche” per
la travagliata umanità di fine e inizio millennio?Esiste una
singolare relazione che imbeve il corso della sua esistenza e che
assumerà tonalità inimmaginabili. Il suo diario ci aiuterà ad
introdurci in quest'avventura interiore, da farci assaporare quella
fragranza spirituale che, quale pane profumato e fresco di forno,
tutti siamo chiamati a... “mangiare gratis e in
abbondanza”(cfr.Is55,1-2), secondo la vocazione di ciascuno .
“Tutti mangiarono e
furono saziati” (Mt
14,20a)
(seconda parte).
“ Signore Gesù,
trasformami in te, perché io sia il tuo riflesso vivente (…);
desidero essere un riflesso del tuo Cuore M1,voglio
glorificare la tua M. Imprimila nel mio cuore come un sigillo
indelebile (…). Ho una sola ragione di essere: rendere gloria alla
tua M”(diario, 1937) - . Parole che mostrano l'unica
ragion d'essere della nostra “venditrice di pane” e quella di
ogni adoratore dello Spirito, l'alveo vitale di ogni discepola/o.
Faustina ha una ragione in più, poiché il Signore le si
rivela in modo sensibile e le manifesta il mistero della sua M
contagiandole il desiderio di offrire la vita per la salvezza dei
peccatori: i più miseri tra i miseri. Lo stesso risveglio
vocazionale dopo la parentesi mondana ebbe luogo attraverso una
visione di Gesù che un passo alla volta la condusse all'approdo
anelato(cfr. diario).Praticamente,dal noviziato in poi, sarà un
susseguirsi di dialoghi con Lui(e sua Madre): densi di delicatezze,
consolazioni, propedeutici alla missione che le verrà affidata.
Veniamo quindi al momento cruciale.1931: Faustina si trova nel
convento di Plock, addetta al pesante lavoro della cucina e alla
vendita del pane. Alla sera, mentre sta nella sua cella:- “Vidi
Gesù con la veste bianca(...)dal petto uscivano due grandi raggi,
rosso e bianco. Mi disse:“dipingi(fai
dipingere)un quadro secondo l'immagine che vedi,con
sotto la scritta: Gesù, confido in te. Desidero
che venga venerato(...)nel mondo intero”(diario)-. I raggi
indicano l' acqua e il sangue(cfr.Gv19,33-34;1Gv5,6-8),simboli tanto
declamati da padri e dottori della chiesa. Anche se la richiesta è
molto chiara,l'incertezza invade la religiosa quando il confessore
tentenna. Ma Gesù incalza:-“Desidero che i sacerdoti
annuncino questa mia grande M(...).Non temano[i
peccatori]di
avvicinarsi a me”(Ivi)-. Povera Faustina e... povero
confessore! E' già di per se' arduo discernere un'anima che presume
visioni,si aggiunga la richiesta di una nuova2
devozione! Anche le consorelle sono confuse e spesso - in buona fede
alcune e con disprezzo altre - cercano di dissuaderla circa le
presunte “voci”.Ma la Provvidenza sa il fatto suo:manderà uomini
di spessore quali il padre Elter(gesuita)e don Michele Sopocko,
per rassicurare che “è Dio che parla”. Don Sopocko(proclamato
beato nel 2008) sarà dal 1933 il suo confessore. Nella sua persona
si realizza la promessa[fatta da Gesù] che la Nostra tanto anelava:
un presbitero santo e saggio, teologo ad oc, che sappia intuire ed
interpretare. Non saranno rose nemmeno per lui condividere simile
avventura, ma ne sarà all'altezza, consapevole delle spine del
percorso. Detto fatto. Quando questa benedetta donna di soli 28
anni,oltre al quadro, aggiunge la pretesa[di Gesù]di stabilire la
festa della divina M la prima domenica dopo Pasqua, don Michele
sente che deve prender fiato! Prega, rincara l'ascesi, interpella
amici teologi nonché le superiore di Faustina, alla quale chiede di
sottomettersi ad una perizia psichiatrica. Richiesta dolorosa e
umiliante per quei tempi, ma empiricamente utile. Non dubita tanto
delle virtù della sua penitente, quanto della di lei missione,
diciamo... esorbitante. Ma il dubbio in questi casi fa gioco alla
Provvidenza. Il quadro viene portato a termine, e sempre sotto
richiesta del Signore, verrà esposto (la 2^ domenica di Pasqua,1935)
nel celeberrimo santuario di Wilno3,da
secoli dedicato a Nostra Signora della M: una missione impossibile
fatta realtà! E lì don Michele capisce che è tutto “troppo
vero”. D'ora in poi decuplicherà lo zelo verso quella M che si
riverserà quale potente refrigerio sull'imminente inferno della
guerra(predetta da Faustina nel 1928)e sull'umanità tutta:proprio
come Gesù promise alla sua “bambina del pane”.
“Signore, nella vita
potrei perdere tutto, anche la grazia; ma non perderò mai la
confidenza nella tua misericordia” - (san Claudio la
Colombière)
(terza parte).
Le visioni mistiche e la
crescente notorietà non sposteranno di un millimetro la vita
quotidiana di Faustina. Resterà sempre umile suora conversa, prodiga
verso le amate consorelle ed educande. Poi c'è l'orto, il giardino,
la cucina, la vendita del pane, il guardaroba. La sua personalità
rimane sana, centrata, portata quindi alla gioia e a godere delle
cose belle e buone. La sua anima,immersa nell'amore splendido di
Dio,respira un perenne godimento anche in mezzo a desolazioni di ogni
sorta. Perché allora tanta voglia di soffrire(cfr. diario)?Per
AM4(cfr.2°cap.).Non
si può A senza soffrire5.
Arduo per noi capire. Compenetrata nella passione redentrice di
Gesù,vive in funzione del “ritorno” dei peccatori: i
privilegia della M. E' quindi l'AM che fa perno nell'Eucaristia
il centro vitale della Nostra; il resto(visioni, profezie,
bilocazioni, lettura dei cuori...)è di sovrappiù. Il nucleo della
vita di fede infatti(come sappiamo)è la “relazione intima con
Dio”, che si dà quasi sempre senza manifestazioni speciali,è
lasciarsi modellare dallo Spirito(alla luce della Parola) a immagine
di Cristo secondo il Padre lo desideri in ognuno di noi: nei
sacramenti, nella preghiera, nella carità quotidiana fatta di
relazioni, di lavoro. C'è di più: desiderare visioni o robe simili
non è cosa sana! Lo ammoniva anche la santa d'Avila alle sue
consorelle. Insomma: meglio carità concreta che grilli per la
testa!Ma:allora...?!?Le apparizioni-se autentiche(si pensi a
Lourdes,Fatima...)-sono eventi che non aggiungono nulla al contenuto
della fede che Gesù(e gli apostoli)ha depositato nella sua Chiesa,
ma lo corroborano, lo ripropongono con tonalità nuove in
momenti in cui la Provvidenza lo ritenga opportuno. La missione
stessa di Faustina non fu novità; ricondusse con nuove forme di
culto al punto focale della nostra fede: la M di Dio./ Chi ha letto
il diario, avrà anche colto l'accortezza della santa nel filtrare
tutto attraverso i confessori e il vescovo. Dio stesso lo richiedeva.
Faustina gioisce nel sapersi Chiesa,Corpo Mistico di quello stesso
Gesù col quale dialoga, nel cui seno verrà sigillato il marchio
dello Spirito sulla sua missione. E' infatti nell'autorità dei
vescovi in comunione col papa che Dio conferisce veridicità ad un
Suo stesso speciale intervento nella storia. La saggia prudenza che
porta la Chiesa a dubitare, a setacciare l'ortodossia e a volte ad
osteggiare, fa da sano giocoforza, perché: se da Dio...(cfr. At
5,39)./Tra tante, speciali perle [nel diario]della nostra illetterata
guardarobiera sono le esperienze mistiche. Descritte con
sorprendente chiarezza, formano a tutto tondo un quadro sinottico con
quelle di Teresa d'Avila, Ignazio di Loyola, Giovanni della Croce,
Teresina di Lisieux. Sempre con preclara semplicità si addentra in
dissertazioni teologiche degne dell'Aquinate! E' Dio che si diverte a
far spaziare la sua bambina su quelle “vette” che ad altri(i
teologi)son costate anni di “faticosa scalata”. Non è lo stesso
papa Benedetto a ricordarci che la teologia ha senso solo se
sottomessa al “realismo dei santi?6”. Anche san Tommaso ci ricosrda che la teologia è, soprattutto Sapienza, cioè: una conoscenza saporosa, frutto dell'esperienza diretta con l'amore di Dio.
Il culto alla Divina M include varie forme di pietà(novena,
coroncina, l'ora della passione) ma il momento culmine è la Festa,
nella 2^ domenica di Pasqua. La data liturgica non è casuale, visto
che Redenzione e M s'identificano nella realtà del Triunico che:
“E' LA M”./ Oggi la devozione è felicemente radicata in
tanti cuori, molti dei quali hanno trovato la fede suo intermedio,
come testimonia di se stessa, verbigrazia, l'attrice Claudia Koll. Le
devozioni, infatti, altro non sono che mezzi per maturare una
fede Cristocentrica, adulta e senza fronzoli,(“salda ed
essenziale”,diceva padre Vittore)vissuta con carità effettiva./
Chi vuol saperne di più su santa Faustina ed il culto al Cuore M di
Gesù, può contare su un'estesa bibliografia che include il
menzionato diario. La fraseologia[del diario],i termini,gli
allegorismi e certi modi della santa, riflettono un po' la
spiritualità dell'epoca: ma il succo c'è tutto. Buona lettura.
“Alleluia! Lodate il
Signore perché è buono: perché eterna è la sua Misericordia!”
(Sal 135,1)
UNA VENDITRICE DI PANE...
DOTTORE DELLA CHIESA? (quarta ed ultima parte)
Nel contesto del 2°
Congresso mondiale della Divina M[isericordia]7,
dai vescovi là presenti è partita una richiesta per il Santo
Padre:attribuire a suor Faustina il titolo di
“D[ottore]d[ella]C[hiesa]”. Petizione che non lascia stupito chi
abbia letto il[di lei]diario. Lo straordinario
riconoscimento(di DdC)viene conferito a quei/lle santi/e che
arricchirono la fede del Popolo di Dio attraverso opere letterarie di
notevole spessore teologico e mistico. Tra le donne figurano:Caterina
da Siena,Teresa d'Avila e Teresina di Lisieux. Gli uomini sono più
numerosi(!); ne cito alcuni: Atanasio, Ambrogio, Agostino, Tommaso
d'Aquino, Giovanni della Croce. Come si può immaginare,generalmente
si trattò di persone vocate allo studio. Ma prima di tutto donne e
uomini amanti di Dio e delle Sue verità,per le/i quali la
contemplazione del Mistero era da anteporre alla pur sottilissima
speculazione teologica(cfr.Sap7,7b.15),considerata da loro opaco
riverbero del Suo splendore (cfr. Sap7,25-27.29). Donne e uomini di
luminosa e pura umiltà; come tutti i veri
sapienti, del resto
(cfr.Sir3,17-20). Ma torniamo alla Nostra. Una giovane suora conversa
con nemmeno la terza elementare,nel firmamento dei DdC?!? La
risposta, come accennato sopra, la troviamo nel diario.
Rimando ai precedenti articoletti in cui ne delineai, in estrema
sintesi, le caratteristiche. Analizziamone alcune che ne
giustificherebbero il “dottorato”.Non ha dimestichezza di penna,
ma il suo stile è chiaro e trasparente,accessibile a tutti.Inizia a
redigere il diario (1934) quasi controvoglia8,
per obbedienza al padre spirituale. In effetti è Gesù stesso che lo
richiede,nominandola amorevolmente: “Mia carissima
segretaria(…)segretaria della mia M(Diario)”.
Cosciente di ciò,Faustina, con la tipica fiducia dei santi, immerge
mente, cuore e... penna nei calamai dello Spirito:“Pregai
brevemente lo Spirito Santo, poi dissi:“Gesù,benedici questa
penna,affinché tutto(...)sia a gloria di Dio”. E subito udii una
voce:“Sì, la benedico poiché(...)molte anime ne
riceveranno vantaggio. Figlia mia, voglio che tutti i momenti liberi
li impieghi a scrivere sulla(...)M(Diario)”. Vi
lavorerà nei ritagli di tempo libero, fino alla morte. Il contenuto
è in totale armonia colla Fede della Chiesa. Se vogliamo,
l'originalità di questi scritti consiste nell'intreccio spontaneo
tra esperienze di vita ordinaria, riflessioni teologiche e
trasfiguranti estasi mistiche. Poi c'è l'aspetto, a mio avviso,
“omologante”: la fedele trascrizione dei dialoghi con Gesù e la
Madonna, avvenuti attraverso apparizioni o mozioni dell'anima. La
massiccia diffusione della devozione e le innumerevoli conversioni,
dicono la straordinaria efficacia dell'opera di quest'umile e
illetterata venditrice di pane. Quasi scontato ribadire il ruolo
decisivo di papa Giovanni Paolo nella meravigliosa avventura. Non
sarà mai di troppo, invece, precisare l'unica ragione degli
scritti:“la M che è
Dio stesso in Cristo Gesù,
Volto della tenerezza del Padre, Principio e Culmine di tutto, nostra
gioia, dolce rifugio dei peccatori. Paradossalmente, infatti, è nel
perdono dei peccati
che viviamo l'esperienza fondante di M, la
ricostruzione ontologica della persona, il ritorno alla vita vera e
buona. Rimane un quesito
in sospeso: Faustina
mai realizzò studi di teologia. Allora? Anche qui rimando
all'anteriore capitoletto: il Signore fa uso della Sua onnipotenza
(cfr. Lc1,37) nel modo più appropriato con ciascuno dei suoi figli,
per il bene di tutti. Con Faustina Si diletta nel comunicarle in soli
pochi attimi di osmosi mistiche, sublimi realtà teologiche. Qualche
analogia con un'altra giovane donna: Caterina da Siena. Il suo
“Dialogo della Divina
Provvidenza” (il
magistrale trattato
da lei dettato) inebriò a tal punto la finissima sensibilità
spirituale di papa Paolo VI, il quale non esitò a proclamarla DdC.
Tutto ciò non sminuisce lo sforzo investigativo degli altri[DdC]:
semplicemente sentieri diversi convergenti alla medesima Vetta.
Allora:riceverà la Nostra il meritato titolo? Le credenziali ci
sono; la Chiesa dirà. Nel frattempo ci rallegra la certezza che in
Cielo, la candidata, ha già ricevuto il suo... diploma.
“Solo nella
nostra debolezza siamo vulnerabili alla M di Dio (...). Dimorare
nella debolezza: ecco l'unica via per entrare nella grazia e per
diventare un miracolo della M” (André
Louf)
1Misericordioso,
misericordia;
2In
realtà la devozione esisteva già, ma con meno enfasi;
3oggi
Vilnius, capitale della Lituania;
4AM:
amore misericordioso; A: amore; M: misericordioso, misericordia...;
5Benedetto
XVI, omelia per l'apertura dell'Anno Paolino;
6J.
Ratzinger, Guardare Cristo, Jaka Book, 1989, p.28;
7Svolto
a Cracovia, tra fine settembre e inizio ottobre 2011;
8Tipica
rluttanza dei santi, frutto dell'umiltà.
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