Quando mi arriva all'orecchio la cantilena del “Napoletani
contraffattori!”, penso con tristezza all'ipocrisia che
soggiace a tale luogo comune. Perché in verità, dietro il dito
della ritrita squalifica verso le Genti partenopee, si nasconde in
fila indiana un... lungo esercito di contraffattori “il-legalmente
riconosciuti”, tra cui la stessa Comunità Europea!
Alcuni giorni fa, una folta rappresentanza di agricoltori italiani ha
invaso la frontiera del Brennero ed ha bloccato diversi camion
carichi di prodotti Made in Italy importati da altri Paesi UE.
C'è da chiedersi come possano - le rigide norme Europee - conciliarsi con
tale palese contraddizione.
Gli agricoltori non sono facili agli scioperi. Abituati a non
ricevere niente da nessuno e a sudare spesso più del dovuto i propri
profitti, scendono in piazza solo quando arrivano al limite della
sopportazione. L'agricoltura italiana è stata (ed è) inibita a dismisura
dalle norme europee.
Infatti, mentre il Governo Italiano fa finta di risolvere i problemi
dell'occupazione, migliaia di persone, nel settore agricolo, perdono
lavoro a causa di carne, latte (e prodotti vari) che entrano nel Bel
Paese (provenienti da: Belgio, Germania, ...) con mentito marchio patrio.
Un ironico plauso al merito andrebbe alla Germania; la presunta scolaretta modello nella scolaresca delle Dodici Stelle, che pretenderebbe "compiti ben fatti" dagli altri.
Un ironico plauso al merito andrebbe alla Germania; la presunta scolaretta modello nella scolaresca delle Dodici Stelle, che pretenderebbe "compiti ben fatti" dagli altri.
È cosa strana che a questa manifestazione abbia patecipato - sommandosi alla protesta (?!) - il ministro italiano delle Politiche Agricole, Alimentari e
Forestali, ovvero: colei che avrebbe dovuto difendere a priori e
nelle competenti sedi la genuinità dei marchi d'origine, ma che in
realtà non può far niente.
Insomma: la tanto conclamata UE sta smantellando l'Italia,
penalizzandola su troppi fronti. Penso al famigerato euro : il terrore delle casalinghe, vale a dire: la rovina dei bilanci
familiari.
Ci si dovrebbe chiedere ogni tanto, perché verbigrazia, l'Inghilterra non volle entrare nel “Club dell'euromoneta”, e perché - guarda caso! - la signora Margaret Thatcher pronosticò (in vista dell'entrata in vigore della moneta unica) un catastrofico avvenire, soprattutto per le Nazioni Mediterranee.
Ci si dovrebbe chiedere ogni tanto, perché verbigrazia, l'Inghilterra non volle entrare nel “Club dell'euromoneta”, e perché - guarda caso! - la signora Margaret Thatcher pronosticò (in vista dell'entrata in vigore della moneta unica) un catastrofico avvenire, soprattutto per le Nazioni Mediterranee.
È chiaro che la moneta euro in se' non ha nessuna colpa; ma il contraccolpo economico che hanno dovuto subire i cittadini italiani al momento del cambiamento di valuta, è stato vergognoso da parte del Governo o di chi per lui l'abbia permesso. Praticamente l'entrata in vigore dell'euro ha quasi dimezzato il patrimonio delle famiglie. Un dimezzamento dal quale ancora non ci si è ripresi. Un ingiustizia che grida vendetta agli occhi di Dio!
I pur comprensibili sacrifici in vista della "Casa Comune", non possono tollerare l'eccesso di operazioni chirurgiche tanto cruente, che non incoraggiano certo il processo unitario europeo.
La perdita della sovranità monetaria non è stata sostituita da un meccanismo che permetta all'Italia e ad altre Nazioni di far valere l'alta qualità dei propri prodotti. Gli stessi parametri di qualità, ribassati in certi casi dall'UE (penso, giusto per fare un esempio in apparenza banale: al cioccolato italiano, non secondo a nessun'altra Nazione), non hanno giovato alla personalizzata bontà della tradizione Made in Italy. Morale della favola: si ha l'impressione che nell'UE ci sia qualcuno che faccia il furbetto, ribassando le "altrimenti troppo competitive" qualità altrui e/o... rubacchiandole quando possibile!
Ma il Governo Italiano pare sia d'altra opinione: avanza imperterrito affermando con ottusa solennità che “UE è bello, è giusto, è doveroso!”, e, al contempo, continua a calarsi braghe e mutandoni, immolando il tessuto produttivo del Paese, sotto le mentite spoglie di doverosi sacrifici in vista di un futuro che paventa un torbido epilogo.
Non sono contrario all'UE, a quella pensata dai Padri Fondatori, i quali prevedevano una graduale unità in primo luogo politica/culturale, e soltanto in seconda istanza economica. Per quanto concerne quest'ultimo aspetto, questi grandi statisti, in buona parte cattolici, s'ispiravano alla dottrina sociale della Chiesa, incentrata su un economia funzionale alla persona, al lavoratore (cf Leone XIII, Rerum Novarum; Pio XI, Quadragesimo anno; la dottrina sociale di Pio XII) e costantemente protesa a dignificare-sollevare le fasce umane più deboli.
L'assetto attuale, al contrario, trova la sua genesi in una frettolosa-omologante unità economica che non riesce a mantenere equanimità e proporzionalità per tutte le Membra del Corpo, che sa generare situazioni di crisi a tavolino. Non tutela ma altera i tradizionali ritmi economici delle Nazioni di appartenenza, in base a rigidi e ambigui dettami di non chiara provenienza. Nemmeno la vita e la famiglia nella sua naturale essenza (base di ogni società e di ogni economia) è protetta adeguatamente: anzi il contrario (ma questo è un altro argomento, che implicherebbe un articolato discorso a parte).
Un'Europa vincolata a tali presupposti... non mi entusiasma. Anzi: mi preoccupa.
Ignazio Cuncu Piano.
L'assetto attuale, al contrario, trova la sua genesi in una frettolosa-omologante unità economica che non riesce a mantenere equanimità e proporzionalità per tutte le Membra del Corpo, che sa generare situazioni di crisi a tavolino. Non tutela ma altera i tradizionali ritmi economici delle Nazioni di appartenenza, in base a rigidi e ambigui dettami di non chiara provenienza. Nemmeno la vita e la famiglia nella sua naturale essenza (base di ogni società e di ogni economia) è protetta adeguatamente: anzi il contrario (ma questo è un altro argomento, che implicherebbe un articolato discorso a parte).
Un'Europa vincolata a tali presupposti... non mi entusiasma. Anzi: mi preoccupa.
Ignazio Cuncu Piano.
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